lunedì 24 ottobre 2016

Gnocchi di zucca al pesto di rape



Il  pesto di rape è una ricetta di Patty. Durante le consegne, quando i soci ritirano i prodotti ordinati attraverso il gruppo di acquisto, si chiacchiera e si scambiano ricette, consigli, suggerimenti, di tutto un po!...
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venerdì 21 agosto 2015

Melanzane farcite al forno



Venerdì è giorno di mercato, il grande parcheggio nei pressi del cuore della mia cittadina si riempie di bancarelle ed io, che mi lascio affascinare dai banchi di frutta e verdura, stamattina mi sono riempita gli occhi di colori e le braccia di borsette! Ho acquistato, tra le altre cose, delle splendide melanzane striate, molte melanzane, decisamente molte. Parte le ho grigliate, porzionate  e congelate, pronte per qualche emergenza. Parte le ho saltate in padella con aglio e prezzemolo, sono dolci e gustose, sono perfette con orzo, farro, grano saraceno o qualunque altro cereale. E per finire, grazie a Sara che mi ha dato l’idea, ne ho usate quattro per questa ricetta, beh, sono strepitose!


Melanzane medie 1 a persona
Cipolla di Tropea
Pomodoro san marzano
Tofu, tempeh o un formaggio a tuo gusto
Aglio, sale, pepe, olio e.v.o.


Lava le melanzane e, usando un coltello affilato, pratica dei tagli paralleli, incidi in profondità, lascia unito la sommità e l’estremità inferiore. Fai sei o sette tagli per ogni melanzana distanti un centimetro e mezzo l’uno dall’altro. In ogni taglio metti un po’ di sale e pepe. Affetta la cipolla, il pomodoro ed il tofu o il formaggio non troppo sottili, e, dopo averli conditi con sale, pepe e olio, infila nei tagli delle melanzane, alternando i componenti. Poni le melanzane farcite su di una teglia coperta di carta forno, distribuisci un paio di cucchiai di olio, qualche spicchio d’aglio, ancora un pizzico di sale, degli anelli di cipolla e inforna a 200° per 35 minuti. Forno in modalità statico, posizione della teglia una tacca più in alto della centrale, in cui si potranno ben rosolare, per un effetto rustico e goloso.


  Foto di Valentina



































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mercoledì 19 agosto 2015

mercoledì 1 luglio 2015

martedì 28 ottobre 2014

Saór di pesce































Non credo di andare lontano dal vero se affermo che, come poche altre al mondo, questa preparazione porta alla mente un luogo con fulminea rapidità. Senza ombra di dubbio il saór evoca Venezia. Il Veneto, la mia regione. Ricetta antica, semplice e perfetta, rimasta uguale fin dal tempo in cui sfamava i pescatori che rimanevano in mare a lungo. La cucina moderna ha potuto sbizzarrirsi poco, tolte le umili sarde, ha dato via libera a gamberi e scampi, ma pur sempre sotto una abbondante coltre di cipolle. L’inserimento di uva sultanina ingentilisce il sapore, il pinolo è aggiunta recente e, per il mio gusto, irrilevante. Insomma pesce e cipolla, in buona sostanza,  che, per essere gustati appieno, richiedono almeno un giorno di riposo. Questa è la ricetta della mia mamma, che ho preparato sotto la sua supervisione, di mio ci ho messo la scelta del pesce: zanchetta, altrimenti detta paciarata, pesciolino locale, cosiddetto povero, somigliante alla sogliola nella forma e nella delicatezza delle carni. Una scelta che son contenta di aver fatto perché così ho avuto modo di assaggiare un pesce a me sconosciuto, ma che non ripeterò. La zanchetta è un pesce che si mangia esclusivamente fritto, è troppo piccolo e troppo piatto per fare filetti. La spina è robusta e, in questa preparazione, è praticamente impossibile pulire bene il pesce nel piatto da cotto, ne consegue che ci si toglie continuamente spine dalla bocca, no, non fa per me, preferisco le alici, senza dubbio!





La proporzione è sempre 1 a 2.
1 chilo di pesce 
2 chili di cipolle, preferibilmente bianche 
uvetta a piacere.
Serviranno poi:
poca farina
una generosa quantità di olio per friggere
un cucchiaio di aceto di vino bianco
acqua
sale
Comincia con l'affettare finemente le cipolle, finemente, non al velo. Scalda due cucchiai d'olio in una capace pentola bassa, versa in un sol colpo le cipolle, mescola, versa il cucchiaio d'aceto, lascia sfumare e copri con acqua, non proprio a filo, meglio poco meno. Ora metti il coperchio e lascia stufare a fuoco basso per mezz'ora, però sorveglia la cottura, le cipolle dovranno essere soffici, non sfatte. Pulisci il pesce, se scegli sarde le dovrai squamare, eviscerare e diliscare, se scampi o gamberi, dovrai togliere carapace, teste e filo dell'intestino. Lava rapidamente sotto l'acqua e poi asciuga delicatamente. Infarina leggermente, scuoti per togliere l'eccesso, friggi in olio caldo per il tempo della doratura leggera, appena accennata, poi poni su carta assorbente, non senza aver spolverizzato di sale. In una teglia, che si possa portare in tavola, fai uno strato di cipolle, qualche chicco di uvetta lavata, uno strato di pesce, poi ripeti fino a finire gli ingredienti, concludendo con le cipolle e l'uvetta. Chiudi con pellicola e poni in frigo per almeno ventiquattro ore. Consuma a temperatura ambiente.




Foto di Valentina












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giovedì 11 settembre 2014

Crudo di gambero viola



Forse non è una ricetta visto che non dovrai cuocere niente, però è una gioia per gli occhi e per il palato. Si prepara velocemente, con pochi ingredienti ed il risultato è davvero appagante!
Ti serviranno, per ogni persona, di 80/100 g di gamberi, una fetta di avocado, 2 fragole, semi di papavero, ottimo olio d’oliva,un pizzico di sale. Ricava sottili fette dalle code di gambero, disponile nel piatto. Sbuccia l’avocado e taglia la polpa a dadini minuscoli, fai lo stesso con la metà delle fragole, poni in una ciotola, aggiungi il sale ed un giro d’olio. Al momento di servire, mescola la frutta e aggiungila ai gamberi. Decora con semi di papavero, una fragola disposta a ventaglio e condisci i gamberi con un filo d’olio. La qualità degli ingredienti determinerà la bontà del piatto, il pesce consumato crudo deve essere eccellente. In questo caso io ho usato gamberi viola di sicilia, olio delicato pugliese, fragole del trentino.




Foto di Valentina



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mercoledì 9 aprile 2014

Riso rosso e shiitake


Mettiamo che ho deciso di invitare a cena degli amici. Ti dico subito che, quando lo faccio, l’invito è entusiasta e spontaneo, sempre! Poi però mi assale il panico e ti assicuro che non esagero!! Comincia a rodermi il tarlo del: che faccio? che posso preparare? E mi succede sempre la stessa cosa. Elettroencefalogramma piatto. Idee zero. Tempo che passa inesorabile. Autostima in discesa costante. E una frase che si accende a mò di neon nella testa : machemidicevailcervello??!! Spesso, troppo spesso, finisco col rovinarmi il piacere dello stare insieme per l’ansia da prestazione. Cerco tra le ricette (sia benedetto il web e la generosità delle/dei foodblogger, ora e sempre) e la maggior parte delle volte la cosa si risolve bene, ma vorrei riuscire ad affrontare questo mio spauracchio e arginarlo, direi che è giunto il momento! Così ho deciso di inaugurare la rubrica Vieni a cena da me? dove intendo pubblicare piatti che mi potrebbero essere utili in caso di invito a pranzo/cena fatti sull’onda dell’entusiasmo. E la prima ricetta è un risotto, niente di complicato, poco diverso dal solito risotto ai funghi, carino da vedere e che è piaciuto molto!


Ingredienti per 4 persone

Riso thay rosso integrale bio g 320
Funghi shiitake g 500
Brodo vegetale 
Prezzemolo, aglio, vino bianco
Senape  in polvere

Monda il riso da eventuali corpi estranei, lava velocemente con acqua corrente e versa in una capace pentola con acqua in ebollizione, dalla ripresa del bollore cuoci per 30 minuti. Nel frattempo pulisci i funghi, scarta le parti troppo coriacee del gambo, le parti macchiate della calotta e affettali sottilmente. Scalda un cucchiaio d'olio in una padella, unisci uno spicchio d'aglio schiacciato con la buccia, versa  i funghi tutti in una volta e copri col coperchio. Mi trovo bene a fare questa operazione perché permette di cuocere i funghi senza l'aggiunta di altro liquido che non sia il proprio e ne preserva il sapore. Se dopo circa 20 minuti c'è ancora troppo liquido, fai asciugare a padella scoperta, viceversa, se fossero asciutti e ancora troppo sodi aggiungi del vino bianco o del brodo vegetale in piccole quantità fino al raggiungimento del giusto grado di cottura. Regola di sale e pepe, sminuzza un cucchiaio di prezzemolo e uniscilo ai funghi. Scola il riso, versa nella padella con i funghi, aggiungi, se necessario, poco brodo vegetale e lascia sul fuoco ad insaporire per 7/8 minuti. L'aggiunta di una piccola spolverata di senape in polvere bilancia la dolcezza del riso ed esime dall'usare formaggio grattugiato, facendone un piatto gradito a chi segue una alimentazione priva di latticini.







Foto di Valentina








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