giovedì 25 dicembre 2014

Regalo di Natale



Stasera non pubblico una ricetta, racconto un giorno molto felice.
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giovedì 18 dicembre 2014

domenica 9 novembre 2014

Pane veloce con farina di segale




























E' un periodo, per me , di grande attività. Mi alzo presto, quasi sempre è ancora buio pesto e non vedo il sole che dopo due ore da che sono sveglia, ma riesco a fare così tante cose mentre la casa dorme! E, tra queste, il pane non può mancare, naturalmente. Questa ricetta, intesa come ingredienti, arriva da un periodo in cui frequentavo un forum di cucina, la paternità è di Nico, un grande esperto in materia di lievitati, credo non l'abbia mai pubblicata, almeno io non sono riuscita a trovarla. Come esecuzione, invece, mi affido al collaudato metodo di Emmanuel Hadjiandreou. D'altronde, praticamente a notte fonda, non è il caso di far partire impastatrici, rischio di trovarmi le forze dell'ordine all'uscio di casa!!







Ingredienti

Farina 0 g 320
Farina di segale integrale g 80
Acqua tiepida g 260
Lievito madre g 40
Sale g 11

Procurati due ciotole, una più piccola ed una più grande. Nella ciotola più grande, setaccia le farine, aggiungi il sale e mescola con una forchetta o un cucchiaio. Nella ciotola piccola, sciogli il lievito con l'acqua. Mescolando con la forchetta, versa nelle farine il lievito con l'acqua, continua a girare, avrai un composto grumoso, ma che sta insieme. Copri con la ciotola piccola e attendi 10 minuti. Passato il tempo, togli il "coperchio" , che avevi fatto con la ciotola piccola, e prendi un lembo di impasto con le dita, alzalo, portalo al centro e premi per "attaccarlo, in questo modo fai il giro della ciotola. Copri nuovamente e attendi 10 minuti. Ripeti il passaggio precedente per 3 volte, poi copri e attendi 1 o anche 2 ore, non occorre essere troppo fiscali. Infarina di semola un canovaccio, ponilo in un cestino. Rovescia il tuo impasto su di una spianatoia leggermente oliata, va benissimo il piano della cucina o il tavolo, stendi con le mani e forma un rettangolo. Fai una serie di pieghe come qui, arrotonda e forma una pagnotta che adagerai nel cestino con la chiusura verso l'alto. Chiudi con un sacchetto per alimenti, metti in un posto tiepido e attendi il raddoppio che avverrà in un tempo variabile tra le 3 e le 6 ore. Accendi il forno a 230°. Rovescia l'impasto su carta forno, con una lama affilata pratica un taglio profondo circa un centimetro al centro della pagnotta. Inforna su refrattaria o su una teglia posta sul ripiano più basso e spruzza dell'acqua sulle pareti e sulla superficie del pane. Dopo 10 minuti abbassa la temperatura a 200° e porta a cottura per altri 35/40 minuti. Il pane è cotto quando, bussando sul fondo, sentirai un suono vuoto.


























Foto di Valentina




























Porto questo pane alla raccolta n. #23 di Panissimo ideata
 da Sandra del blog Sono io Sandra e da Barbara del blog  Bread & Companatico 
   che per novembre trovate dalla mitica Sandra 








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martedì 4 novembre 2014

Minestra di ortiche



La ricetta della minestra di ortiche è di Roberta. Roberta è una signora affabile, discreta e gentile, di aspetto giovanissimo, con un sorriso contagioso, la incontri una volta e ti sembra di averla sempre conosciuta. Conosce tantissime cose, sulle erbe spontanee, sulle erbe medicinali, sulla raccolta, il loro uso, risponde con pazienza ad ogni domanda e ti accompagna in questo mondo con semplicità, leggerezza e con grande competenza. Domenica mattina, ad un breve corso sulle erbe spontanee, ha parlato a lungo delle benefiche proprietà dell’ortica e dei suoi vari usi. E' una pianta ricca di potassio, fosforo, calcio e ferro, la sua ricchezza di oligoelementi la rende una pianta dalle proprietà remineralizzanti, adatta ad essere consumata da coloro che soffrono di artrite e malattie di tipo reumatico. Studi recenti hanno confermato proprietà antitumorali e antidiabetiche. E', inoltre, considerata un toccasana per le donne che vanno incontro alla menopausa e ad una conseguente riduzione delle massa ossea, dovuta a perdita di calcio. L'ortica è infatti una tra le possibili fonti vegetali, oltre a semi di sesamo, mandorle e broccoli. Ti regalo un consiglio di Roberta: tutto ciò che puoi fare con gli spinaci, lo puoi replicare con l’ortica!


Ingredienti abbondanti per 2 persone
Ortica g 80
Salvia 4/5 foglie
Aglio 1 spicchio
Acqua 1 litro
Sale
Farina di mais 4 cucchiai rasi

Metti nell' acqua, a freddo, le foglie di ortica, la salvia, lo spicchio di aglio ed un pizzico di sale,calcola 10 minuti di ebollizione. Allontana dal fuoco e frulla il tutto con un mixer ad immersione(se non lo gradisci, togli lo spicchio di aglio). Rimetti sul fuoco, aggiungi, sempre mescolando con una frusta, 4 cucchiai di farina di mais e cuoci  per altri 10/15 minuti. Aggiusta di sale, versa un giro d'olio, anche profumato al peperoncino, e servi fumante. A me è piaciuta accompagnata da castagne, anzi caldarroste. 




Foto di Valentina







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venerdì 31 ottobre 2014

Biscotti con riso soffiato




Buongiorno mondo, facciamo colazione? Fai colazione con me? Latte e biscotti ? Allora, per me, latte di nocciole, e per te?
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martedì 28 ottobre 2014

Saór di pesce































Non credo di andare lontano dal vero se affermo che, come poche altre al mondo, questa preparazione porta alla mente un luogo con fulminea rapidità. Senza ombra di dubbio il saór evoca Venezia. Il Veneto, la mia regione. Ricetta antica, semplice e perfetta, rimasta uguale fin dal tempo in cui sfamava i pescatori che rimanevano in mare a lungo. La cucina moderna ha potuto sbizzarrirsi poco, tolte le umili sarde, ha dato via libera a gamberi e scampi, ma pur sempre sotto una abbondante coltre di cipolle. L’inserimento di uva sultanina ingentilisce il sapore, il pinolo è aggiunta recente e, per il mio gusto, irrilevante. Insomma pesce e cipolla, in buona sostanza,  che, per essere gustati appieno, richiedono almeno un giorno di riposo. Questa è la ricetta della mia mamma, che ho preparato sotto la sua supervisione, di mio ci ho messo la scelta del pesce: zanchetta, altrimenti detta paciarata, pesciolino locale, cosiddetto povero, somigliante alla sogliola nella forma e nella delicatezza delle carni. Una scelta che son contenta di aver fatto perché così ho avuto modo di assaggiare un pesce a me sconosciuto, ma che non ripeterò. La zanchetta è un pesce che si mangia esclusivamente fritto, è troppo piccolo e troppo piatto per fare filetti. La spina è robusta e, in questa preparazione, è praticamente impossibile pulire bene il pesce nel piatto da cotto, ne consegue che ci si toglie continuamente spine dalla bocca, no, non fa per me, preferisco le alici, senza dubbio!





La proporzione è sempre 1 a 2.
1 chilo di pesce 
2 chili di cipolle, preferibilmente bianche 
uvetta a piacere.
Serviranno poi:
poca farina
una generosa quantità di olio per friggere
un cucchiaio di aceto di vino bianco
acqua
sale
Comincia con l'affettare finemente le cipolle, finemente, non al velo. Scalda due cucchiai d'olio in una capace pentola bassa, versa in un sol colpo le cipolle, mescola, versa il cucchiaio d'aceto, lascia sfumare e copri con acqua, non proprio a filo, meglio poco meno. Ora metti il coperchio e lascia stufare a fuoco basso per mezz'ora, però sorveglia la cottura, le cipolle dovranno essere soffici, non sfatte. Pulisci il pesce, se scegli sarde le dovrai squamare, eviscerare e diliscare, se scampi o gamberi, dovrai togliere carapace, teste e filo dell'intestino. Lava rapidamente sotto l'acqua e poi asciuga delicatamente. Infarina leggermente, scuoti per togliere l'eccesso, friggi in olio caldo per il tempo della doratura leggera, appena accennata, poi poni su carta assorbente, non senza aver spolverizzato di sale. In una teglia, che si possa portare in tavola, fai uno strato di cipolle, qualche chicco di uvetta lavata, uno strato di pesce, poi ripeti fino a finire gli ingredienti, concludendo con le cipolle e l'uvetta. Chiudi con pellicola e poni in frigo per almeno ventiquattro ore. Consuma a temperatura ambiente.




Foto di Valentina












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venerdì 24 ottobre 2014

Biscotti ai fiocchi d'avena






Complice una giornata dal clima decisamente autunnale, decido di preparare dei biscotti per finire almeno uno dei numerosi pacchi aperti di cereali, un biscotto semplice. Ma quanto mi piacciono i biscotti! Forse è il primo dolce per tutti, si comincia con una preparazione poco impegnativa, poi, mano a mano, si alza il livello, ci si mette alla prova affrontando difficoltà maggiori. Certo, è più facile se si può contare su suggerimenti, su piccoli aiuti, o magari illuminanti sequenze fotografiche. Ed è proprio quello che troverai nella collana Love Bakery! Si tratta di un'opera composta da 40 fascicoli, che trovi in edicola a scadenza bisettimanale, corredati da utensili e gadget utili per la realizzazione delle ricette proposte. Vi troverai sia ricette dolci che salate, una sezione dedicata al pane, tutto spiegato in modo chiaro e preciso. Se le preparazioni da forno sono la tua passione, ecco un ottimo motivo per consultare questa guida ben fatta e divertente e poi, chi può dirlo? magari il prossimo concorrente di Bake Off potresti essere tu :) intanto cominciamo da un biscotto!




Ingredienti
Farina di farro g 150
Fiocchi di avena g 50
Zucchero integrale g 50
Olio di oliva delicato g 50
Latte di nocciole (o mandorle o soia o riso) g 50
Lievito per dolci 1 cucchiaino


Unisci olio e latte e sbatti con una forchetta per amalgamarli, fai la classica fontana con gli ingredienti restanti e versa al centro l’emulsione. Impasta rapidamente e forma una palla che farai riposare in frigo per almeno mezz’ora. Infarina la spianatoia, stendi l’impasto ad uno spessore di pochi millimetri, ricava le forme che preferisci con un taglia biscotti e ponile su di una teglia ricoperta di carta forno leggermente distanziate tra loro. Inforna a metà altezza, modalità statico a 180° per 10/12 minuti.


Foto di Valentina















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giovedì 16 ottobre 2014

L' insalata di Antonella



Una delle prime ricette descritte in questo blog, una delle ricette che amo di più, perché legate ad una persona, è l’insalata di Beniamino, che è il marito della mia sorellina più piccola, Antonella. Mi piace tanto quando una preparazione mi ricorda qualcuno, quando un cibo mi porta alla mente un viso … so che sarà così ogni volta che preparerò ancora questa insalata. Antonella è una bravissima cuoca, senza timori, cambia le pietanze in corsa, si adatta a ciò che ha. Mi raccontava che la sua intenzione era di preparare una insalata fredda, poi invece ha sentito il desiderio di un cibo caldo ed ha seguito la fantasia. A farla breve, me l’ha descritta così bene che, mentre mi spiegava come l’ha preparata, avrei voluto avere gli ingredienti a portata di mano per provarla subito! Un po amara, un po dolce, leggermente croccante, gustosa, veloce. Appena ieri me la descriveva ed oggi, reperiti gli ingredienti, l’abbiamo gustata: deliziosa! Brava Antonella!



Ingredienti per 4 persone
Insalata scarola 1 cespo grande
*Peperoni 2 non troppo grandi ( rosso e giallo )
Uvetta secca 1 manciata 
Olio d'oliva
Sale, pepe
Lava bene l'uvetta, poi mettila in una ciotola ricoperta d'acqua a reidratarsi. Pulisci la scarola, rompi con le mani o taglia a pezzi non troppo piccoli e lavala molto bene. Taglia i peperoni a striscioline sottili, l'ideale è una mandolina. Scalda una padella, versa un cucchiaio d'olio. Strizza l'insalata e versa nella padella, seguita dai peperoni. Cuoci a fuoco vivo per 5/6 minuti, l'insalata dovrà appassire, ma le parti di costa devono rimanere croccanti. Aggiungi l'uvetta, un pizzico di sale, del pepe macinato al momento e servi subito. *La varietà di peperoni più adatta per questo piatto è la Corno di bue che, dopo una estate davvero poco clemente qui al nord per l'agricoltura, in questo periodo ancora si raccoglie.



Foto di Valentina





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mercoledì 15 ottobre 2014

Pane semintegrale e semi di girasole




Il mio lavoro estivo termina con la fine di settembre; con l’inizio di ottobre sono ufficialmente libera da impegni fuori casa e mi posso dedicare a tutto ciò che ho trascurato, perciò via libera in cucina!! … con calma, però… perché non ho mica trascurato solo la cucina, magari!! Così, mi sono imposta una regola: prima mi rimetto in pari, poi posso ricominciare con le sperimentazioni. Brava io, vero? … mah, vediamo se riesco! Per ora mi concedo un paio di deroghe … il dolcetto del mattino e il pane. Pranzo e cena, niente. Cioè, si mangia, scherziamo? Però, niente piatti insoliti, tutto tranquillonientecosestrane … vediamo se finisco prima le pulizie o se infrango prima la mia stessa regola, prometto che lo confesserò!




Ingredienti

Farina Integralbianco* g 250
Farina semintegrale biologica g 150
Acqua tiepida g 275
Lievito madre solido g 40 
Sale g 8
Semi di girasole g 50+10


*Pur avendo usato quasi tutta farina integrale, il pane è chiaro e leggero e senza retrogusto aspro. 
Ho usato la tecnica, ampiamente collaudata che ho imparato consultando il libro di Emmanuel Hadjiandreou, la quale permette di ottenere un buon pane con poco impegno ed in tempi relativamente brevi, considerando l'uso di lievito madre. Procurati due ciotole, di cui una più piccola. Nella ciotola piccola metti il lievito e l'acqua e sciogli usando un cucchiaio. Nella ciotola grande pesa le farine, i semi e il sale, mescola, fai una conca nel mezzo, versa il contenuto della ciotola piccola e amalgama col cucchiaio fino ad avere un composto unito. Poni la ciotola piccola sopra la grande a mò di coperchio e attendi 10 minuti. Passato il tempo, prendi un lembo di impasto dal bordo e portalo verso il centro, premi leggermente e continua fino a fare il giro completo, chiudi la ciotola allo stesso modo di prima e attendi altri 10 minuti. Ripeti questa sequenza per altre 3 volte, poi copri con la ciotola piccola e lascia riposare per 1 ora. Spolvera di semola un canovaccio pulito, ponilo in un cestino, spargi sul fondo una manciata di semi di girasole. Ungi poco le mani ed il piano di lavoro, rovescia l'impasto, appiattiscilo delicatamente, avvolgilo a filone,  sigilla la chiusura pizzicando e ponilo nel cestino per l'ultima lievitazione. Accendi il forno a 240° almeno 20 minuti prima di cuocere per portarlo in temperatura. Prepara sul fondo del forno una piccola teglia. Rovescia il pane su di un vassoio coperto di carta forno, con la forbice pratica dei piccoli tagli obliqui a distanza regolare, inforna nel ripiano più basso e versa un bicchiere d'acqua nella teglia per formare vapore. Dopo 10 minuti abbassa a 220° e cuoci per altri 25 minuti o fino a che il pane sarà ben colorito e, bussando sul fondo, sentirai un suono vuoto





Foto di Valentina



Porto questo pane alla raccolta n. #22 di Panissimo
 ideata da Sandra, di Sono io Sandra e da Barbara di   Bread & Companatico 
   che per ottobre trovate da Maria Teresa 











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domenica 5 ottobre 2014

lunedì 22 settembre 2014

Pane al pomodoro






Riprendere con le ricette, riprendere col blog, riprendere le abitudini... faccio un po fatica, so che mi riprenderò, è solo questione di tempo, per ora il blog sarà un diario, ci sono ricette che non voglio dimenticare, ci sono amici che non voglio allontanare. Le ricette basta scriverle, con gli amici bisogna farsi vivi, esserci. Ecco, ci sono. Così, acciaccata, ma ci sono. 




Ispirazione dal libro " Come si fa il pane" di Emmanuel Hadjiandreu

Farina 0 g 400
Farina di farro integrale g 110
Sale g 10
Santoreggia fresca 1 cucchiaio
Semi di papavero 1 cucchiaio
Acqua g 330
Salsa di pomodoro g 40
Lievito madre g 65
Olio evo 2 cucchiai



Trita la santoreggia e versa in una ciotola piccola. Pesa le farine 
ed il sale, mescola ai semi di papavero ed alla santoreggia. In una ciotola più grande sciogli il lievito con l’acqua, unisci la salsa di pomodoro e l’olio ed emulsiona bene il tutto. Ora aggiungi gli ingredienti secchi della ciotola piccola e amalgama sommariamente. Copri e fai riposare 10 minuti. Passato il tempo, fai un giro di “pieghe in ciotola”, cioè prendi un lembo di impasto dal bordo, tiralo e portalo al centro, premi e prosegui fino a fare tutto il giro, poi copri e ripeti per altre 3 volte a distanza di 10 minuti. Dopo l’ultimo giro di pieghe lascia riposare coperto per 1 ora. Forma, su una superficie leggermente infarinata, dei filoni che porrai a lievitare in un cestino foderato con un canovaccio ben infarinato fino al raddoppio. Inforna a 230°, modalità statico per 10 minuti, poi abbassa a 200° e cuoci per altri 30 minuti o fino a che, bussando sul fondo del pane, non sentirai un suono vuoto.


Porto questo pane alla raccolta n. #21 di Panissimo
 ideata da Sandra, di Sono io Sandra e da Barbara di   Bread & Companatico 
   che per settembre trovate da Sandra 



Foto di Valentina







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giovedì 11 settembre 2014

Crudo di gambero viola



Forse non è una ricetta visto che non dovrai cuocere niente, però è una gioia per gli occhi e per il palato. Si prepara velocemente, con pochi ingredienti ed il risultato è davvero appagante!
Ti serviranno, per ogni persona, di 80/100 g di gamberi, una fetta di avocado, 2 fragole, semi di papavero, ottimo olio d’oliva,un pizzico di sale. Ricava sottili fette dalle code di gambero, disponile nel piatto. Sbuccia l’avocado e taglia la polpa a dadini minuscoli, fai lo stesso con la metà delle fragole, poni in una ciotola, aggiungi il sale ed un giro d’olio. Al momento di servire, mescola la frutta e aggiungila ai gamberi. Decora con semi di papavero, una fragola disposta a ventaglio e condisci i gamberi con un filo d’olio. La qualità degli ingredienti determinerà la bontà del piatto, il pesce consumato crudo deve essere eccellente. In questo caso io ho usato gamberi viola di sicilia, olio delicato pugliese, fragole del trentino.




Foto di Valentina



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venerdì 27 giugno 2014

Ghiaccioli



violetta



Quando la vita è dolce, ringrazia e festeggia.

E, quando la vita è amara, ringrazia e cresci.



~Shauna Niequist~ 
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mercoledì 28 maggio 2014

Minestra di zucchine


Maggio è magnifico. Pieno di bellezza. Dai roseti in fiore ai campi di grano che si accendono di rosso, dal verde che esplode in ogni dove alla luce del giorno che sembra non finire … è magnifico, davvero!
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mercoledì 21 maggio 2014

Pane con farina "Ros di Aquileia"



La farina “Ros di Aquileia” è una farina eccezionale, ne ho parlato qui, quando, per la prima volta, ho provato ad usarla nel pane, lo so, è insolito, ma a me piace tanto mettere tutto ciò che posso nel pane!
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mercoledì 30 aprile 2014

La torta di Elisa




Amico. Dal dizionario italiano: Animato da amicizia, benevolo. Ho scelto questa definizione tra tutte perché è quella che più sento. Semplice, senza fronzoli, chiara e diretta. Benevolenza.
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domenica 13 aprile 2014

La viola a modo mio






Mai come quest’anno sono stata affascinata dalle violette, da questo fiorellino che annuncia la primavera. Primavera che vorrei far durare all’infinito … ma non è possibile, purtroppo. L’estate è alle porte, anzi, per chi, come me, vive e lavora in una località turistica, sa che la primavera, non si riesce proprio a goderla, dura un soffio, quanto uno di quei passaggi di nuvole tipici di questo periodo. Un momento splende il sole e l’attimo dopo ti ritrovi a ritirare il bucato in fretta e furia causa improvviso acquazzone! Già, perché questi mesi, marzo ed aprile, sono i mesi delle burrasche, termine usato ora solo dalla mia mamma, che io ho sentito fin da piccola e che descrive la variabilità estrema di questo periodo. Il tempo, inteso come meteo, rimane assai ballerino, e non è affatto inconsueto avere nello stesso giorno sbalzi di temperatura considerevoli. Ma non ci perdiamo d’animo! Prima che sia troppo tardi, ed in effetti è tardi, ormai manca una sola settimana a Pasqua e non me ne capacito, dov’è finito tutto il tempo che credevo di avere?!? Ok,ok, è andato … , e poi perché trovo che sia una alternativa alla più classica colomba pasquale, così ti presento questo dolce, trovato in rete cercando, appunto, ricette con le violette. L’originale richiede un aroma violetta che, in tutta onestà, non ho avuto il (si, sempre lui!) tempo materiale di cercare, ed ho, molto semplicemente, omesso.




Fonte: La viola di Parma di Luca Ori.

Ingredienti 1° impasto
Farina manitoba g 240
Acqua g 60
Tuorli d'uovo g 100
Zucchero semolato g 90
Bacca di vaniglia 1
Burro in pomata g 110
Lievito madre g 90
Acqua g 20
Olio essenziale di limone g 1 (zest di 1 limone)
Aroma  violetta g 1 (omesso)

Scalda i 60 g di acqua e sciogli lo zucchero fino ad ottenere uno sciroppo. A parte amalgama la buccia di limone e i semi di vaniglia al burro. Versa nella ciotola della impastatrice  il lievito, la farina, la metà dei tuorli e lo sciroppo di zucchero, lavora a bassa velocità fino a che gli ingredienti siano ben incorporati ed il composto incordato. Ora unisci in sequenza l'acqua rimanente, il burro aromatizzato ed il resto dei tuorli, facendo attenzione a non inserire l'ingrediente successivo fino a che il precedente non sia ben assorbito. Poni in una ciotola imburrata che permetta il triplicare della massa, copri con pellicola e fai lievitare a 23°/24° per 14/15 ore.

Ingredienti 2° impasto
Tutto il primo impasto
Farina manitoba g 80
Burro in pomata g 30
Tuorli d'uovo g 30
Zucchero semolato g 20
Sale g 2,5
Coccolato bianco g 60
Burro di cacao g 10

Versa nella ciotola della planetaria il primo impasto e la farina e lavora fino a che sia ben assorbita e il tuo impasto liscio ed elastico. Ora unisci i tuorli, il burro e lo zucchero, concentrando la tua attenzione sulla incordatura che non deve mai essere perduta. Ora aggiungi il sale. La ricetta originale dice di unire il cioccolato ed il burro di cacao tritati, io li ho sciolti al microonde ed inseriti lentamente, ho preferito fare così per una più omogenea distribuzione. Una volta che il tuo impasto sarà pronto, trasferiscilo su uno spiano imburrato, dividi a metà, forma a palla, copri a campana e lascia riposare per 30 minuti. Passato il tempo, imburrati le mani, schiaccia le forme e, partendo dal centro, forma un buco che allargherai fino ad ottenere un anello di 22 cm di diametro e di 4 cm di altezza. Poni nei pirottini, copri e lascia lievitare a 23°/24° per 12 ore. Preriscalda il forno a 170° modalità statico. Spennella la superficie dei dolci con burro fuso e spolverizza di zucchero semolato, fora eventuali bolle con uno spiedino, inforna sul ripiano più basso del forno per 35'. Poni a raffreddare su di una gratella e completa il dolce decorando con violette glassate. La ricetta originale prevede una spennellatura all'uscita del forno con burro chiarificato e la decorazione con violette candite. 


Foto di Valentina



Porto questo dolce  da Barbara che ospita la raccolta" Panissimo" 
per il mese di aprile, evento creato da Sandra e Barbara .

panissimo a casa mia 










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